domenica 24 giugno 2018

Il fallimento di Trenord spiegato dai Comitati Pendolari


Dal nostro punto di vista, inutile dire che siamo d'accordo con la denuncia di inadeguatezza da parte di Trenord, tuttavia ci aspetteremmo qualcosa di più dal punto di vista della governance.


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Leggi anche:

Febbraio 2019: il primo dei treni nuovi annunciati in pompa magna dalla Lega Nord è arrivato. E si è guastato dopo due (2) giorni.

2020: la Lega Nord rinnova il contratto a Trenord senza gara d'appalto, e intanto progetta un treno per l'aereoporto di Orio, dichiarando che ci saranno nuovi convogli e tracce sulla tratta di Bergamo (la stessa che ora è satura se sono i pendolari a chiedere più corse)

Roberto Anelli e Paolo Grimoldi della Lega Nord: usare i treni nuovi per farsi propaganda, piazzandoli sulle linee con più utenti, così da convincerli a votare la Lega Nord alle prossime elezioni

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Trenord privilegia il Malpensa Express a discapito del trasporto pendolari

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Perchè Trenord è così in crisi 

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RFI e Trenord non danno informazioni sui disservizi che sono obbligatorie per contratto

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Fontana Attilio indagato: nelle intercettazioni, Caianiello afferma di aver pilotato la scelta dell'assessore ai trasporti con lo scopo di non infastidire FerrovieNord-Trenord

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Attilio Fontana: spunta la consulenza segreta di Ferrovie Nord all’ex socio Luca Marsico




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Sebbene l'Assessore Terzi si sia insediata solo da un tempo relativamente breve, in realtà i Comitati Pendolari (e specificatamente i Rappresentanti dei Viaggiatori alla Conferenza Regionale del TPL) denunciano da ormai più di un anno questa situazione, ad una politica che nel tempo ha cambiato alcuni volti ma non il colore politico. 

La carenza del personale dovuta ad una errata programmazione e la manutenzione deficitaria data da una inadeguata strategia operativa erano già estremamente chiari ad inizio 2017, quando ne abbiamo dato l'allarme, benché all'epoca ancora malcelati grazie ad un ricorso spasmodico allo straordinario e da fortuite condizioni esterne. Inizialmente quasi snobbati, i Comitati non sono mai stati presi in reale considerazione neppure quando, nei mesi, la situazione paventata si è andata manifestando in tutta la sua gravità fino ad arrivare alla situazione di attuale autentica crisi.



Regione Lombardia, che pur non avendo un controllo diretto degli organi societari è pur sempre titolare del Contratto di Servizio che giustifica l'esistenza stessa di Trenord, non può limitarsi a denunciare la situazione, ma ha il dovere nei confronti dei propri cittadini di intervenire pesantemente quanto prima.

Gli artefici della Caporetto ferroviaria che tutti i giorni sperimentiamo sulle nostre linee sono ancora tutti saldamente nelle proprie posizioni: non pare esserci una reale ed immediata strategia di sostituzione, non pare esserci neppure la volontà di una presa di responsabilità nei confronti del problema creato. Non appare neppure sufficiente un cambio "di facciata" di una posizione apicale, dal momento che è chiaro che tali e tante problematiche non possano derivare da una unica direttiva ma da un più ampio gruppetto di responsabili che evidentemente hanno lavorato con obiettivi diversi da quelli attesi dagli oltre 750.000 cittadini che ogni giorno scelgono il treno per i propri spostamenti pendolari o occasionali.



Occorre peraltro sfatare un ennesimo mito, che ultimamente sempre più spesso è utilizzato come "paravento": non è affatto la vetustà del materiale rotabile ad essere causa dei problemi, semmai anzi è proprio grazie alla relativa "semplicità" di una parte del parco mezzi che la situazione ad oggi non è ancora completamente collassata.



Il fatto che per ammissione stessa di Trenord ad oggi una media di 114 treni/giorno vengano soppressi principalmente per mancanza del personale di condotta o scorta treno la dice già lunga sulla primaria fonte di disagi.

Il fatto che l'azienda abbia completamente sottovalutato la manutenzione e l'adeguatezza del parco ricambi fa il resto, soprattutto considerato che il vituperato parco mezzi "vetusto" di Trenord è composto in larga parte da carrozze "Medie Distanze", "Doppio Piano" e "Piano Ribassato" che in altre regioni e con una differente strategia manutentiva non solo circolano con soddisfazione dell'utenza, ma che anzi grazie ad un recente revamping subìto sono in grado di garantire livelli di comfort assolutamente paragonabili alle nuove carrozze "Vivalto".

Non va d'altra parte dimenticato che - benché innegabilmente un veicolo nuovo sia dotato di caratteristiche imparagonabili rispetto ad uno che ha quasi 40 anni di onorato servizio sulle ruote - i treni di nuova generazione hanno anche una complessità tecnologica tale da richiedere una struttura ed una capacità manutentiva da parte dell'azienda di un ordine di grandezza superiore rispetto a quello che era richiesto fino a qualche anno fa; e considerando che Trenord non sembra essere in grado ad oggi di garantire la funzionalità di più semplici veicoli elettromeccanici ed elettropneumatici, fa a maggior ragione meditare quanto si accrescerà il divario tra livello richiesto ed effettivo quando con l'inevitabile progresso anche la complessità manutentiva crescerà vertiginosamente.



In un mondo ormai pienamente permeato dalla quarta rivoluzione industriale ,assistiamo inermi alla caduta di una azienda che non ha voluto né saputo trasformarsi e rimanere al passo con i tempi, che non ha saputo gestire il proprio ricambio generazionale né allinearsi all'aumento della complessità e del livello di servizio richiesto dalla propria Clientela.
Assistiamo ad uno squallido teatrino composto da alcuni dirigenti di vecchia generazione che hanno ormai perso ogni credibilità e che ritengono ancora di poter prendere in giro i viaggiatori mascherando i propri fallimenti dietro a continui proclami, da una politica che nonostante l'avvicendamento non ha ancora voluto prendere in mano in maniera decisiva la sempre più importante tematica dei trasporti pubblici, da una sempre più ampia moltitudine di cittadini che sono ogni giorno più insofferenti di fronte a tanta trascuratezza e malagestione del proprio sistema di mobilità pubblica e che, pur provando in tutti i modi ad interagire propositivamente e proattivamente tramite i propri Rappresentanti, continua a non trovare altro che porte chiuse in faccia e disservizi crescenti.

Le soppressioni del 21 Giugno sono la punta di un Iceberg che vede una situazione già largamente inaccettabile ed insostenibile, che grida vendetta e chiede un cambio di rotta che per una volta vada nella direzione di una vera sterzata guidata da chi ne possa realmente avere le competenze e le capacità e che non suoni come l'ennesima "sostituzione politica" che nei fatti non porta quella ventata d'aria nuova che è ormai diventata necessaria per la stessa sopravvivenza.

Leggi anche: Perchè Trenord è così in crisi

giovedì 21 giugno 2018

19-20-21 giugno 2018: la nuova frontiera di Trenord è la programmazione anticipata (e impunita) della mancata erogazione del servizio ferroviario #LombardiaConcreta


...rinvio a giudizio nei confronti di 18 persone per aver provocato il crac da 230 milioni di euro di Ferrovie Sud Est.
...in concorso con consulenti e funzionari della società e imprenditori, avrebbero dissipato o distratto fondi per centinaia di milioni di euro nell’arco di circa 10 anni falsificando bilanci ed esternalizzando servizi senza fare gare d’appalto. 
A quando un'indagine su Trenord, FNM e RFI, che palesemente e da tempo manifestano sintomi sempre più frequenti di una malagestione inspiegabile, rispetto alla quantità di denaro pubblico che entra nelle loro casse?
Possibile che le proteste dei cittadini debbano essere sistematicamente ignorate dalle istituzioni, e che le indagini abbiano luogo solo quando il disastro è ormai irreversibile e i colpevoli si sono premuniti per uscirne illesi e ricchi?

Martedì 19 giugno 2018.

#LombardiaConcreta

Treno 23050: ritardo di 15 minuti per ritardo di altri treni (quali?).

Treno 23079: cancellato. Nessuna spiegazione.
Treno 23090: cancellato. Nessuna spiegazione.

Ai passeggeri viene suggerito di attendere il treno successivo: 30 minuti dopo.

L'informazione viene erogata alle 16:20.
Il treno cancellato è previsto per le 20:43.
Trenord pianifica la mancata erogazione del servizio con quattro ore di anticipo.

Il treno 23064 è cancellato a Gallarate. L'informazione viene erogata con due ore di anticipo.
Il treno 23067 è cancellato a Milano Certosa. L'informazione viene erogata con tre ore di anticipo.

La Lega Nord, Fontana Attilio e la giunta regionale tacciono, pur essendo autori o eredi degli autori della situazione attuale di Trenord e di FNM.


#LombardiaConcreta
Treno 2074 Verona-Milano: ritardo di 16 minuti per guasto al treno.

Treno 10913 SestoSGiovanni-Brescia: cancellato per guasto al treno.

Ai passeggeri viene suggerito di attendere il treno successivo: 60 minuti dopo.

Treno 10921 MilanoGrecoPirelli-Brescia: cancellato per nessun motivo.


Con la cascata spaventosa di mancata erogazione del servizio ferroviario pubblico che funesta la Lombardia #LombardiaConcreta da mesi, Trenord si premura di precisare le colpe e le responsabilità di Rete Ferroviaria Italiana, senza rendersi conto di denunciare una malagestione identica alla propria. Entrambe le società, infatti, azzerano la manutenzione per inseguire la logica del profitto: come Trenord preferisce vendere corsi d'inglese online sul proprio sito o favolosi biglietti giornalieri per andare ai concerti, invece che rimediare al disastro dei 50 treni cancellati ogni giorno, così RFI si dedica a opere elitarie come i nuovi tratti dell'Alta Velocità o i collegamenti stradali con l'autostrada privata BreBeMi (di cui solo le perdite ricadono sull'erario della Regione Lombardia), invece che rimediare allo sfacelo di una rete ferroviaria pubblica i cui impianti si guastano a cadenza settimanale o giornaliera.

#LombardiaConcreta

Treno 25233 Rho-Chiasso: cancellato fino a Porta Garibaldi per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.

Treno 25225 Rho-Chiasso: ritardo di 14 minuti per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.

Treno 25227 Como-SGiovanni: ritardo di 20 minuti per guasto al treno in arrivo. Cancellato a Milano Porta Garibaldi.


Sulla linea Lecco-Molteno-Monza-Milano: tre treni in ritardo (o non ancora partiti), con ritardi fino a 60 minuti, a causa di un guasto agli impianti di circolazione della stazione di Villasanta, di competenza di RFI.








Treno 2074 Verona-Milano Centrale: 17 minuti di ritardo.









Mercoledì 20 giugno 2018.


Treno 24110 AlbirateVermezzo-SAronno: cancellato.





Treno 10456 Cremona-MilanoCertosa: ritardo di 8 minuti alla stazione di Milano Lambrate.
La coincidenza delle 7:49 per Milano Centrale è persa.









Treno 2054 Verona-MilanoCentrale: ritardo di 10 minuti alla stazione di Treviglio.








Treni 10611 e 10606 sulla linea suburbana di Novara: ritardo di 13 minuti per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.




Treno 10453 Treviglio-Cremona: ritardo di 14 minuti per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.




Alle ore 7:00, il 10631 Novara-PioltelloLimito delle 10:48 è cancellato.
Con 3 ore e 48 minuti di anticipo: sotto lo sguardo indifferente e il silenzio benevolo della giunta di Fontana Attilio (il cui partito Lega Nord ha nominato la dirigenza attuale di Trenord), l'azienda pubblica Trenord effettua una cancellazione pianificata delle corse, e quindi del servizio pubblico che dovrebbe erogare.
Eppure, lo stesso Fontana che nei suoi discorsi frusta con ferocia le inefficienze dello Stato Centrale, tace su questa palese interruzione di pubblico servizio da parte di un fornitore lautamente foraggiato col denbaro pubblico.

#LombardiaConcreta
Treno 2056 Verona-Milano Centrale: cancellato fino alla stazione di Romano per guasto al treno.

Treno 10904 Brescia-MilanoGrecoPirelli: cancellato. Senza spiegazioni.

Treno 10905 MilanoGrecoPirelli-Brescia: cancellato. Senza spiegazioni.

Treno 4897: 14 minuti di ritardo per ritardo di altri treni.


Giovedì 21 giugno 2018.
#LombardiaConcreta
 Alle ore 9:08, Trenord decide che il treno 10669 Novara-Treviglio delle 18:18 è cancellato.

Trenord programma con 9 ore di anticipo la mancata erogazione del servizio ferroviario lombardo. #LombardiaConcreta

Treno 10905 MilanoGrecoPirelli-Brescia: 23 minuti di ritardo per guasto al treno. Di competenza di Trenord e FNM.







Nel pomeriggio, alla stazione di Treviglio, un guasto degli impianti di circolazione di competenza di Rete Ferrroviaria Italiana, blocca i treni delle linee Bergamo-Treviglio-Milano, Verona-Milano, Brescia-Milano, Treviglio-Varese, Treviglio-Novara, Cremona-Milano.
Com'è possibile che RFI non sia in grado di garantire una manutenzione minima a uno snodo che determina il funzionamento di 5 linee ferroviarie  della Regione Lombardia?

Nella lista dei disservizi causati da RFI, Trenord mimetizza anche i disservizi che essa stessa eroga, con una interruzione programmata del il servizio ferroviario pubblico della Lombardia.
Il treno 10927 delle 20:52 è cancellato alle ore 15:05, con 5 ore e 45 minuti di anticipo.
Il treno 10915 delle 16:46 viene cancellato a Rovato alle ore  15:55, con più di 90 minui di anticipo.
Il treno 10926 delle 18:44 è cancellato alle ore 13:01, con 5 ore e 43 minuti di anticipo.

Persino l'Eco di Bergamo si muove, riportando non solo la messe di soppressioni sulle linee per Bergamo, ma persino i disservizi che colpiscono Treviglio.

#LombardiaConcreta

Bergamo-Treviglio. Dieci treni dei pendolari cancellati
Dieci fino ad adesso le cancellazioni previste per la giornata di oggi, giovedì 21 giugno, sulla tratta Bergamo-Treviglio, fortissimi disagi e linea in subbuglio.
Recarsi al lavoro o nei luoghi di studio di questo passo potrebbe essere un’impresa. Dalle prime segnalazioni sembrerebbe che non sia disponibile neppure il servizio sostitutivo di navette.
I seguenti treni oggi sono cancellati:
Il treno 24756 (BERGAMO 06:50 - TREVIGLIO 07:20)
Il treno 24757 (TREVIGLIO 07:38 - BERGAMO 08:08)
Il treno 24762 (BERGAMO 08:20 - TREVIGLIO 08:50)
Il treno 24763 (TREVIGLIO 09:08 - BERGAMO 09:38)
Il treno 24770 (BERGAMO 10:20 - TREVIGLIO 10:50)
Il treno 24769 (TREVIGLIO 11:08 - BERGAMO 11:38)
Il treno 24790 (BERGAMO 16:50 - TREVIGLIO 17:20)
Il treno 24791 (TREVIGLIO 17:38 - BERGAMO 18:08)
Il treno 24796 (BERGAMO 18:20 - TREVIGLIO 18:50)
Il treno 24797 (TREVIGLIO 19:08 - BERGAMO 19:38)
Si segnalano inoltre due ritardi, sulla Verona-Brescia-Treviglio-Milano e sulla Bergamo-Carnate-Milano:
Il treno 10905 (MILANO GRECO PIRELLI 07:52 - BRESCIA 09:16) viaggia con 16 minuti di ritardo a causa di un guasto al treno che si è verificato nella stazione di MILANO GRECO PIRELLI, ora risolto in seguito all’intervento del personale di bordo.
Il treno 10762 (BERGAMO 07:21 - MILANO PORTA GARIBALDI 08:31) viaggia con 12 minuti di ritardo perchè è stato necessario effettuare un incrocio con un altro treno della direttrice.
La  vergognosa situazione è talmente dilagante che neppure la giunta leghista della regione Lombardia può permettersi di ignorarla, pur essendo ormai passata la fase da campagna elettorale che aveva visto Maroni Roberto e Sorte Alessandro attivissimi sull'argomento, per poi tornare a sbeffeggiare i pendolari lombardi a elezioni viste.

A occuparsene è l'assessore erede di Sorte, e cioè Terzi Claudia, la quale però si limita ad adottare la politica di Fontana Attilio: parole apparentemente sferzanti, ma che non vanno veramente a fondo (per esempio nominando la dirigenza in quota leghista che è stata posta a capo di Trenord e di FNM , per motivi che non sembrano legati a competenza e capacità), e che restano in definitiva prive di un seguito concreto.
L’assessore regionale ai Trasporti: «Trenord inadeguata»
«Il punto di non ritorno è stato oltrepassato. Siamo al cospetto di una catena di disservizi quotidiani che investe, a vari livelli, tutte le linee lombarde. Quanto successo oggi, con decine e decine di corse cancellate in una sola giornata sulle medesime tratte, è l’ultimo caso eclatante di una lunga serie e riflette la sostanziale inadeguatezza di Trenord, incapace di assicurare un servizio che possa definirsi tale».
L’assessore regionale a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile Claudia Terzi  ha scritto a Trenord in relazione alle soppressioni in serie che si sono verificate oggi: 10 treni cancellati sulla linea ferroviaria Bergamo-Treviglio, 17 sulla Lecco-Molteno-Como e 10 sulla Lecco-Molteno-Milano.
«Per quanto riguarda la Lecco-Molteno-Como e la Lecco-Molteno-Milano, le soppressioni paiono legate alla carenza di personale: nuove assunzioni sono previste nei prossimi mesi, ma evidentemente la società sta scontando una programmazione deficitaria»

lunedì 18 giugno 2018

18 giugno 2018: nei treni di Trenord c'è tutto, dall'acqua che gocciola sui sedili all'aria condizionata calda (quando fuori ci sono 30 gradi centigradi)

#ReteFerroviariaItaliana #FerrovieDelloStato #FrecciaRossa
Lunedì 18 giugno 2018, la settimana inizia all'insegna dello sfacelo degli impianti della rete ferroviaria della Rete Ferroviaria della Lombardia, gestita da RFI, società del Gruppo Ferrovie dello Stato.
Un'azienda prontissima a collaborare con la Lega Nord di Maroni Roberto per costruire raccordi stradali per l'autostrada privata BreBeMi, nonchè a costruire tratti di ferrovia ad Alta Velocità riservata a pochi benestanti, con la benedizione dei "furono" Renzi Matteo e Delrio Graziano (per esempio), e nonostante tutte queste prove di solerzia, RFI è anche un'azienda incapace di garantire la stabilità degli impianti di circolazione della rete convenzionale della Lombardia, continuamente guasti.

E infatti: per un guasto agli impianti di circolazione tra Cremona e Treviglio, saranno possibili ritardi fino a 30 minuti.

Il 10456 arriva a Milano Lambrate con 11 minuti di ritardo, facendo saltare tre coincidenze per Milano Centrale.

Il treno 5344 Cremona-Brescia viaggia a velocità ridotta, e nemmeno si riesce a stimarne il ritardo.

Il treno 2650 Mantova-Milano Centrale viaggia con 12 minuti di ritardo a causa del ritardo degli altri treni.


Il treno 10458 viaggia con 12 minuti di ritardo a causa del guasto a un passaggio a livello (cioè un "impianto di circolazione", cioè quella cosa che sulla linea di Cremona si guasta ogni settimana, e andrebbe quindi sorvegliata strettamente, dato che RFI sa che questa linea  si guasta continuamente).

Trenord ovviamente non fa mancare la propria malagestione.

Il treno 2090 da Brescia per Milano, pur essendo il solito catorcio malridotto con vecchissime carrozze a due piani, non è in ritardo, e non è nemmeno troppo affollato, ma molti dei passeggeri che salgono a Treviglio devono rinunciare a sedersi nei pochi posti liberi, perchè il treno ha passato la notte sotto un acquazzone, con i finestrini aperti, e i sedili liberi sono tali perchè occupati da pozze d'acqua, e altra acqua copre i pavimenti delle carrozze.


Sempre sulla linea Verona-Brescia-Milano, i treni 10910 e 2092 sono in ritardo di 13 minuti a causa del ritardo di altri treni. (Quali?)


#ReteFerroviariaItaliana #FerrovieDelloStato #FrecciaRossa

Nel pomeriggio, il treno 10649 sulla linea suburbana per Novara subisce 14 minuti di ritardo a causa del guasto gli impianti di circolazione, i quali sono immancabilmente gestiti da RFI (che si chiama Rete Ferroviaria Italiana, ma in Lombardia preferisce costruire strade per collegare le autostrade private, e trascurare gli impianti ferroviari pubblici).



#ReteFerroviariaItaliana #FerrovieDelloStato #FrecciaRossa


E' sempre di RFI la responsabilità del guasto gli impianti di circolazione tra Lierna e Varenna,  che costringe a chiudere la tratta e a cancellare diversi treni, tra cui il 2566, il 5281.

Chiaramente, Rete Ferroviaria Italiana vuole democraticamente paralizzare il traffico ferroviario in tutta la Lombardia, e non solo in alcune zone privilegiate.

Anch'essa, come Trenord, si è resa conti di poter utilizzare il denaro pubblico in altri modi, perchè tanto dalle istituzioni non giunge neppure un rimprovero (figurarsi un intervento concreto). 


Nella serata, Trenord e la sua controllante FNM (che è in mano alla Regione Lombardia, e quindi alla Lega Nord, anche se Fontana Attilio se n'è scordato, come si evince dai suoi disinformati e approssimativi interventi pubblici) si impegnano per recuperare terreno: non è certo possibile cedere a RFI la palma di maggior erogatore di disservizi ferroviari nella Lombardia.

#LombardiaConcreta


Il treno 10921 Milano-Brescia è previsto in partenza con  15 minuti di ritardo a causa di  guasto al treno. Il treno cumula 24 minuti di ritardo.



#LombardiaConcreta

Il famoso treno sempre in ritardo, e ogni volta per un motivo diverso, il 2091 Milano-Brescia delle 17:50, cumula 12 minuti di ritardo a causa di non-si-sa.







#LombardiaConcreta

Il treno 2077 Milano Centrale-Brescia, modello Vivalto, comprato da FNM con i fondi della Regione Lombardia (denaro pubblico) nel 2017, annunciato trionfalmente da Sorte Alessandro come risposta ai problemi dei pendolari, viaggia con almeno una carrozza in cui metà dell'impianto di climatizzazione rigurgita aria calda.

E siamo al 18 di giugno, con soli 30° C all'esterno. E già i treni nuovi si guastano così.

Chissà cosa accadrà all'intero parco treni di FNM, quando le temperature sfioreranno i 35° C e i treni si guasteranno, restando fermi sotto il sole?
"Cari pendolari, portatevi una bottiglietta d'acqua."

Il 2077 con questo malfunzionamento è un modello Vivalto, notoriamente afflitto da difetti cronici. Lo sanno tutti, a partire dai pendolari, sin da prima del 2010. Gli unici che non lo sanno sono i funzionari in quota Lega Nord che ne hanno deciso l'acquisto. Nel 2017.  Mentre già Trenitalia sbandierava i suoi nuovi modelli Rock e Jazz che secondo lei superano tutti i difetti tecnici dei precedenti (ma non lo ha detto ai poveretti di FNM).

Sulla linea suburbana per Varese, Trenord si premura che i treni 23075 e 23086 siano cancellati, senza spiegazione. 



O meglio, Trenord ci ha spiegato che sta cancellando 50 treni al giorno (ma Trenitalia dice che sono 70 al giorno) per colpa del personale assenteista.
Che si assenta solo da dopo il disastro di Pioltello di gennaio 2018.

#LombardiaConcreta

domenica 17 giugno 2018

14 e 15 giugno 2018: Trenord e RFI sprofondano le ferrovie della Lombardia nel caos, sotto lo sguardo indifferente della Lega Nord di Fontana Attilio

Giovedì 14 giugno 2018.

Treno 10920 Brescia-Sesto S. Giovanni: cancellato per guasto al treno.
I passeggeri vengono dirottati sul treno 2074 Verona-Milano, aumentando il carico di passeggeri su una tratta già affollata.
Non solo Trenord non sa programmare treni con capienza adeguata all'affluenza, come scoprono ogni mattina a Treviglio i pendolari diretti a Milano, ma l'azienda ferroviaria pubblica della Lombardia, con dirigenti scelti dalla Lega Nord, non sa neppure far fronte a ciò che accade quando i treni della tratta affollata si guastano (cioè continuamente).

Continuamente, sì.
Treno 10911 Brescia-Sesto S. Giovanni: ritardo di 23 minuti per guasto ai sistemi di chiusura delle porte del treno.





Treno 10465 Treviglio-Cremona: ritardo di 14 minuti per guasto a un passaggio a livello.

Come Trenord, anche Rete Ferroviaria Italiana (RFI) continua a lasciare andare a pezzi ciò di cui si deve occupare.
Anche oggi, come ogni giorno o quasi, si guastano gli impianti di una delle linee che transitano per Treviglio.
Qualcuno, tipo Fontana Attilio, ha cercato di lasciar intendere che il problema è che RFI opera a livello statale, come se invece a livello locale Trenord e FNM facessero miracoli. Le affermazioni ideologiche e opportunistiche di Fontana sarebbero state più dignitose e credibili se il signor "erede di Maroni" avesse precisato che RFI opera benissimo e con abbondanza di fondi, in altri casi: per esempio quando l'ex assessore lombardo Sorte concordò con RFI la costruzione di un raccordo stradale (!) per facilitare gli accessi all'autostrada privata BreBeMi (quella che, se va in rosso, viene subito finanziata con denaro pubblico); oppure, quando RFI deve costruire tratte di ferrovie per l'Alta Velocità (tipo Brescia-Milano, oppure Verona-Brescia, paralizzando nel frattempo il trasporto detto sprezzantemente "convenzionale").

#LombardiaConcreta

Alle 13:57, Trenord e FNM (cioè l'azienda che detiene il 50% di Trenord, e che si occupa di acquisto e manutenzione del parco treni della Lombardia) già sanno che il 33351 delle 15:48 Novara-Milano Rogoredo termina il viaggio a Milano Certosa per guasto al treno.
Con un'ora e 51 minuti di anticipo?
Il guasto al treno è realtà quotidiana, che si ripete più volte nell'arco della stessa giornata, ma questo comunicato è così insensato che si può trarre una sola conclusione: il caos gestionale all'interno di Trenord travalica il servizio stesso e travolge anche l'ufficio addetto alle comunicazioni sulla circolazione, con ua mole tale di cancellazioni e ritardi che gli impiegati non sanno più cosa stanno trascrivendo.

Nella serata, il treno 2077 Milano Centrale-Verona si segnala perchè non è in ritardo, non è guasto, non è sovraccarico, ed è pure gestito da un capotreno probabilmente di fresca assunzione, il quale prima della partenza si premura di suggerire ai passeggeri rimasti in piedi (e diretti a Brescia o fermate intermedie) di usare invece il treno 2091 delle 17:50 per Brescia, sul quale invece c'è sempre posto (perchè era un 18:15 estremamente utile ai pendolari, e l'accoppiata Trenord-Trenitalia lo ha anticipato di 25 minuti, rendendolo inutile).
Il capotreno umano, che prende ancora sul serio il proprio lavoro, purtroppo non sa che il treno 2091 è una barzelletta vivente, con più casi di pesante ritardo che di servizio dignitoso, dato che Trenord e RFI lo bloccano una sera sì e l'altra pure, con le scuse più grottesche (basti vedere cosa accade venerdì 15 giugno 2018.

#LombardiaConcreta
Venerdì 15 giugno 2018, il treno 10456 Cremona-Milano arriva a Milano Lambrate con 10 minuti di ritardo.

A bordo, Trenord non fornisce motivazioni per il ritardo.

La coincidenza per Milano Centrale delle 7:49 salta.

I treni successivi per Milano Centrale, cioè il 2090 da Brescia (di Trenord) e il 2290 da Verona (di Trenitalia) sono rispettivamente in ritardo di 6 minuti e in ritardo di 16 minuti.

Spiegazioni fornite tramite il sistema sonoro della stazione di Milano Lambrate? Nessuna.

Come sempre, #LombardiaConcreta al lavoro.



Treno 2092 Verona-Milano: 16 minuti di ritardo.









#LombardiaConcreta
Treno 10803 Milano-Bergamo.
20 minuti di ritardo per guasto al treno.

La potenza della Lega Nord, di Trenord coi dirigenti leghisti e di FNM che gestisce denaro pubblico come se fosse suo.


Vale la pena di citare nuovamente la verità riportata da BusinessInsider su Trenord, FNM e la malagestione avallata col silenzio (o difesa aggressivamente) dalla giunta regionale di Maroni Roberto: Straordinari oltre i limiti e manutenzione ridotta all'osso, sono stati i modi con i quali Trenord per molti anni ha sopperito alle errate programmazioni delle assunzioni e degli acquisti di treni.

#ReteFerroviariaItaliana
Treno 5305; in ritardo di 14 minuti a causa di un guasto agli impianti di circolazione sulla Porto Ceresio-Milano.

Come dire che nello sfacelo ferroviario della Lombardia non va dimenticata la parte giocata da Rete Ferroviaria Italiana, che lascia andare a rotoli (con manutenzione ridotta all'osso) gli impianti convenzionali, ma ha tutte le risorse necessarie per lavorare alle nuove tratte dell'Alta Velocità, cioè la costosissima rete messa al servizio di una ristretta fascia benestante, e realizzata col denaro di tutti i cittadini.

Treno 2092 Verona-Milano: ritardo di 14 minuti per ritardo di altri treni.

Treno 10910 Brescia-Milano: ritardo di 18 minuti per ritardo di altri treni.

Ma quali treni? Perchè Trenord non lo precisa?

Ecco una possibile risposta, che riporta all'annoso problema dell'incapacità gestionale di Trenord e di FNM, continuamente protetta  dal silenzio della politica di Maroni Roberto e Fontana Attilio.

Treno 4897 Brescia-Verona: cancellato. Senza spiegazione.

I passeggeri vengono dirottati sul 2057 Milano-Verona, che quindi effettua tre fermate in più. E quindi accumula ritardo. E quindi causa il ritardo di altri treni.

#LombardiaConcreta #Trenord

Nella serata, il treno 2077 Milano-Verona delle 17:25 riserva nuove sorprendenti testimonianze del caos e della disorganizzazione in cui il servizio ferroviario della Lombardia  viene quotidianamente risucchiato.
Il treno 2077 tarda a partire. Dopo 5 minuti di ritardo, la capotreno o (apparentemente alla categoria degli "appena assunti") diffonde un annuncio via altoparlanti, e si presenta poi a ripeterlo di persona in ogni carrozza: inaudito.
Il contenuto del suo annuncio, però, potrebbe essere una menzogna. Lei lo sa? O le hanno passato informazioni fasulle?
Non si capisce.
Secondo la capotreno, il treno subirà qualche minuto di ritardo per "guasti sulla linea".
Secondo il sito di Trenord.it, invece, il ritardo è dovuto ad altri treni in ritardo. Come abbiamo visto poco prima, su questa linea Trenord costringe i treni funzionanti a fare più fermate del previsto per sopperire ai continui treni cancellati senza spiegazione. Di guasti agli impianti, invece non c'è traccia.
Nel marasma di disinformazione, mezze verità, menzogne, confusione e malagestione, il risultato è che il 2077 cumula 14 minuti di ritardo.
E il treno 10921 Brescia-Milano Greco Pirelli viaggia con 19 minuti di ritardo. Senza spiegazione.

#LombardiaConcreta
Nella serata del 14 giugno, ai passeggeri del 207 è stato consigliato di aspettare 25 minuti per prendere il 2091 delle 17:50, e poter viaggiare seduti.

Nella serata del 15 giugno, il consiglio non viene dato.
E tanto meglio, dato che il 2091 si trasforma nel solito disservizio vergognoso, con un ritardo di 28 minuti, che si ripete ormai quattro volte alla settimana, senza che Trenord o RFI facciano alcunchè per ovviare (e addirittura il personale di Trenord raccomanda di usare questo treno, a dimostrazione del totale menefreghismo della dirigenza a matrice leghista).


#LombardiaConcreta

Come perla finale, ecco una pagina con alcuni treni cancellati sulla linea suburbana Treviglio-Milano-Varese.
Treno 10655: Novara-Treviglio.
Treno 10812: Bergamo-Milano Porta Garibaldi.

Cosa c'entra il Bergamo-Milano?
Nulla.
Ma il personale che aggiorna il sito di Trenord.it è chiaramente esausto, sommerso com'è dalle segnalazioni di treni cancellati, in ritardo, guasti  e via elencando di disservizi, che ormai anch'esso è sprofondato nel caos, come Trenord e RFI, e confonde le linee ferroviarie e le cancellazioni da comunicare.

Ma tanto, Fontana Attilio ha capito che la colpa è di Trenitalia, e quindi lui non ha alcun dovere al riguardo, perchè si tratta di un'azienda straniera. A parte che Trenitalia dipende ora da un ministero di un governo con la Lega Nord, ma pazienza.

mercoledì 13 giugno 2018

Mentre la dirigenza Trenord dà la caccia alle streghe, incolpando il personale di essere la causa del suo sfacelo, i treni di Trenord (e FNM) continuano a guastarsi. Saranno treni assenteisti che si mettono in malattia?

Che cosa fa un'azienda pubblica, ma diretta con velleità privatistiche orientate al solo profitto, che da mesi è totalmente incapace di erogare il servizio pubblico per cui viene tenuta in vita con il solo capitale pubblico di Regione e Stato, e che deve la sua situazione attuale ad anni di malagestione a livello di programmazione dell'organico e acquisto degli strumenti necessari, quando non riesce più a nascondere l'incapacità dei propri dirigenti?
Semplice: pur essendo guidata da dirigenti scelti solo con logiche politiche dal partito che comanda nella regione, e non avendo quindi nulla da temere, dato che i maggiori mezzi d'informazione del paese tacciono sul suo sfacelo quotidiano, cerca un comodo capro espiatorio facendo leva sulle emozioni e i pregiudizi di una clientela che ormai esasperata oltre ogni limite, e che odia visceralmente gli impiegati statali per definizione.

«I panni sporchi, quando e se eventualmente ci sono, si lavano in casa e non a mezzo stampa». È la testuale trascrizione di un passaggio della missiva inviata dall'ad di Trenord, Cinzia Farisè, a tutto il personale domenica 10 giugno. Una missiva "a esclusivo uso interno", vergata per chiedere di porre fine alle polemiche sul presunto assenteismo del personale («Notizie apparse sui giornali hanno sollevato un clamore che turba la serenità lavorativa di un'azienda come la nostra», si legge nella lettera, «la maggioranza silenziosa è la vera forza di Trenord»).
Per il sindacato, viste la carenza di personale, l'azienda starebbe cercando forsennatamente di cooptare al lavoro più personale possibile. 
 con una lettera inviata al Pirellone il 1° giugno - il cui contenuto doveva rimanere segreto, ma che il Corriere della Sera ha pubblicato - Trenord denunciava che ogni giorno 45/50 treni non partirebbero a causa dell'alto tasso - attorno al 10% - di assenteismo del personale viaggiante. E ancora: piazzale Cadorna lamentava l'aumento del tasso di assenze del 2% (dall'8 al 10%) tra il 2017 e il 2018, aggiungendo che 60 lavoratori avrebbero totalizzato 70/80 giorni di assenza su 220 lavorativi. Una fuga di notizie che ha mandato l'Orsa su tutte le furie, poiché ha «creato un clima di forte critica nei confronti dei lavoratori di Trenord con un rischio esponenziale di aggressioni».
Per il sindacato, quindi, l'azienda avrebbe cercato di ribaltare la responsabilità dei disservizi sul personale.
Giova però ricordare che i problemi della società - cioè l'esplosione delle soppressioni, arrivate quotidianamente al 3% dei convogli secondo i dati diffusi da Trenitalia - sono cominciati dopo il divieto da parte dell'agenzia per la sicurezza ferroviaria ANSF di ricorrere agli straordinari oltre i limiti di legge e all'aumento dei controlli sulla manutenzione del materiale viaggiante.
Straordinari oltre i limiti e manutenzione ridotta all'osso, sono stati i modi con i quali Trenord per molti anni ha sopperito alle errate programmazioni delle assunzioni e degli acquisti di treni.
Scontri sindacali a parte, il problema è che le soppressioni sono destinate a esplodere dalla prossima settimana, quando i lavoratori del vettore ferroviario inizieranno i periodi di ferie.
Se già oggi, come dice Trenord, saltano almeno 50 treni al giorno (ma per Trenitalia sarebbero almeno una settantina) per carenza di equipaggi, da lunedì il numero dei treni mai partiti si moltiplicherà.
Mentre l'azienda Trenord dà la caccia alle streghe, con l'ovvio scopo di sviare l'attenzione dalle proprie responsabilità, sfruttando l'innato odio del cittadino medio per l'impiegato statale (e comunque chiediamoci: perchè Trenord è pubblica quando le fa comodo, e diventa liberamente privata quando vuole fare profitto a discapito del servizio pubblico che deve erogare?), ecco che nella giornata di mercoledì 13 giugno 2018, i frutti marci della pluriennale malagestione dell'azienda e di FNM continuano a cadere copiosamente dall'albero del denaro pubblico che la Lega Nord della Lombardia continua a elargire ad aziende fallimentari, ma gestite da persone scelte dai suoi stessi politici. 

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Il pendolare che a Treviglio prende il treno 10456 da Cremona per Milano Certosa, con l'intenzione di cambiare a Milano Lambrate per raggiungere Milano Centrale, vede arrivare un vecchio catorcio con carrozze a un piano, che viaggia in modo penosamente lento, e cumula 11 minuti di ritardo per arrivare a Milano Lambrate.

Domanda 1: perchè il treno è un vecchio catorcio? Dov'è finito il nuovissimo modello Vivalto tanto strombazzato da Sorte Alessandro e Maroni Roberto? E' per caso di nuovo in manutenzione per guasti cronici? FNM che ne dice? Non parla?
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Domanda 2: perchè durante il viaggio non viene data comunicazione nè dele ritardo, nè della causa dello stesso?

A Milano Lambrate, il pendolare trevigliese perde quindi tre coincidenze per Milano Centrale,  grazie a questo ritardo.

Forse, direbbe qualcuno, il pendolare trevigliese avrebbe fatto meglio a utilizzare i treni che da Treviglio vanno direttamente a Milano Centrale.
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E direbbe un'idiozia, forse perchè non ha mai viaggiato su quei treni (e quindi non ne sa nulla), o forse perchè è un dirigente di Trenord (e quindi non ne sa nulla).
I treni da Verona e da Brescia per Milano Centrale di quella fascia oraria arrivano a Treviglio già saturi, e per salire a bordo bisogna lottare. 
Come se non bastasse, il treno 2054 delle 7:03 da Verona è guasto, e cumula 33 minuti di ritardo.
Trenta minuti più tardi, il treno 2091 delle 7:33 da Brescia è guasto, e cumula anch'esso 33 minuti di ritardo.

Quello che non si capisce è: anche in questo caso il disservizio di Trenord è colpa del personale assenteista che si mette in malattia?
Forse i treni guasti rientrano nella percentuale del personale in malattia?

Per l'angolo della comicità involontaria, il sito Trenord.it propone "Suburbani guasti e dove non trovarli".

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Il treno 10601 da Novara a Milano Porta Garibaldi è infatti fermo nei pressi della stazione di Cassano d'Adda, a causa di un guasto di un altro treno che lo precede in linea e ne impedisce la regolare partenza.
Sul guasto, nulla da dire: sulle linee suburbane gestite da Trenord, treni che hanno meno di 20 anni si guastano e paralizzano la circolazione con frequenza assai elevata. Il più recente ha paralizzato otto linee.
Ma Novara si trova a ovest di Milano, mentre Cassano d'Adda si trova a est. Quale treno mai parte da Novara e passa per Cassano per raggiungere Milano?

Nella grafica qui a fianco, presentiamo un aiuto visivo per gli elettori della Lega Nord che permetta loro di trovare le differenze tra le due immagini.





Per la cronaca: i suburbani 23028, 23047, 23042 subiscono soppressioni parziali (cioè non arrivano a destinazione oppure partono da altre stazioni) senza spiegazione. 







Ed ecco spiegato perche' Trenord non motiva i continui ritardi dei treni della linea Verona-Milano.
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Trenord li costringe a fermate straordinarie per sopperire ai treni regionali che sopprime senza dare una motivazione. 
Accade per esempio con il 4898 e il 4897, della linea Verona-Brescia, entrambi cancellati senza spiegazione. Trenord sopperisce con fermate straordinarie dei treni 2070 e 2057 della linea Verona-Milano, ovviamente senza informare che di conseguenza questi treni subiranno un ritardo (rispettivamente un ritardo di 10 minuti e un ritardo di 14 minuti).

Vale la pena di chiudere con la sdegnata dichiarazione di Farisè Cinzia risalente a novembre 2017 (amministratrice delegata di Trenord):"fanno notizia i tre treni che si fermano, non i 2297 che vanno.".
Questa specie di Cassandra strapagata e con stipendio garantito anche se dovesse essere rimossa dalla sua carica in anticipo, aveva errato in difetto: non sono tre, i treni che si fermano quotidianamente nella regione Lombardia di Fontana Attilio, colui che vanta l'eredità positiva di Maroni Roberto. Sono 50 (fonte Trenord) oppure 70 (fonte Trenitalia, che possiede il 50% di Trenord).