mercoledì 4 luglio 2018

4 luglio 2018, pomeriggio: mentre i disservizi imperversano, Mazzoncini Renato di FS getta la maschera, e rivela di aver permesso il disastro di Trenord per poterne assumere il controllo

Nel pomeriggio di mercoledì 4 luglio, sulla linea Verona-Milano si ripetono i guasti dei treni, i ritardi e le cancellazioni senza spiegazione.
Treno 2070: ritardo di 14 minuti per precedenza a un altro treno (quale?).
Treno 2072: cancellato per guasto al treno.
Treno 10918 Brescia-SestoSGiovanni: effettua tutte le fermate da Treviglio a Pioltello Limito, addossandosi il carico di passeggeri di altri treni.

In seguito, l'azienda Trenord si esibisce in una delle sue clamorose dimostrazioni di colossale , incontestabile incompetenza, che devono essere il motivo che convince il capo-giunta della Lombardia Fontana Attilio a difenderne a tutti i costi l'operato, scaricando ogni colpa e onere su chiunque altro tranne la dirigenza in quota Lega Nord dell'azienda Trenord. 

Il treno 2077 MilanoCentrale-Verona delle 17:25 è annunciato in partenza con 10 minuti di ritardo per guasto al treno.
Nonostante la gravità della situazione (che non può essere emersa così tardi, a meno che anche la programmazione dei convogli di Trenord sia carente come quella del personale), l'annuncio viene dato solo alle 17:15, e non compare sul sito di Trenord se non troppo tardi, impedendo così ai passeggeri di optare per un treno suburbano alla stazione di Milano Repubblica.
Ovviamente il convoglio guasto è il costoso Vivalto comprato nel 2017 dalla giunta di Maroni Roberto tramite FNM. Non solo si guasta con frequenza spaventosa, ma Trenord non lo sa manutenere. E l'ex assessore Sorte Alessandro notare questo problema solo adesso che non è più assessore. Ma pazienza.
Al posto del Vivalto, Trenord invia un catorcio con carrozze a un solo piano, nelle quali la climatizzazione funziona solo occasionalmente.
Il treno parte con 18 minuti di ritardo.
Alla stazione di Pioltello, il treno è saturo, come se stesse imbarcando i passeggeri di un'altra corsa (soppressa?).
La temperatura aumenta, e la climatizzazione si ferma anche nelle carrozze in cui aveva funzionato fino a quel momento.
I finestrini sono sigillati, e non c'è ricambio d'aria.
Il capotreno non si fa vedere.
Il treno raggiunge i 32 minuti di ritardo.

Sempre sulla stessa linea, il resto dei treni non se la cava meglio.

Treno 10921 MilanoGrecoPirelli-Brescia: ritardo di 15 minuti per guasto al treno.

L'immarcescibile fregatura del treno 2091 MilanoCentrale-Brescia, che ha sempre una scusa diversa per il frequente disservizio: ritardo di 15 minuti per ritardo di altro treno.

Treno 4929 Bergamo-Brescia: cancellato a Rovato. Senza spiegazione.



La linea Varese, dopo il blocco mattutino causato da guasto agli impianti di circolazione, si trasforma in un marasma di soppressioni programmate, guasti di treni, guasti di impianti, cancellazioni, ritardi dovuti ai guasti agli impianti.





Distinguere le responsabilità di Trenord e di RFI diventa impossibile, anche perchè la lista quotidiana di ritardi e soppressioni non differisce molto da quella dei giorni precedenti: c'è solo il ricorrente capro espiatorio di RFI che fa più comparse del solito, perchè per il resto si continua a leggere ciò che i pendolari sperimentano da mesi, e cioè soppressioni sistematiche di corse senza spiegazioni.


Le uniche responsabilità chiare sono quelle dei Ministeri delle Finanze e di Infrastrutture e Trasporti, nonchè della giunta della Regione Lombardia. Tutte istituzioni inspiegabilmente impotenti (o cinicamente indifferenti) davanti al tracollo di Trenord , e cioè del sistema di trasporto ferroviario della presuntuosa regione Lombardia, che nella propria propaganda continua a pretendere di essere la regione più progredita e all'avanguardia dell'Italia.








Chi si ricorda le dichiarazioni di Fontana Attilio al TG Regione Lombardia (tra cui "mi vergogno"), saprà che Fontana ha chiesto ai pendolari di avere pazienza, ma non ha spiegato perchè.

Ecco le ipotesi su ciò che si prospetta:

Ieri a parlare è stato l’ad di Fs, Renato Mazzoncini, che lunedì aveva incontrato i vertici di Fnm proprio per parlare dello stallo nelle trattative sul futuro della società. «Posso dire che entrambi stiamo lavorando nell'unico interesse dei cittadini, che è quello prevalentemente di avere treni nuovi, perché quello che manca oggi in Lombardia è un piano di investimenti sui treni nuovi».
Vale la pena di ricordare che l'AD di FS, Mazzoncini Renato, è colui che ha dimostrato solo due ambizioni, finchè c'era il suo amico Renzi Matteo al potere (o a manovrare i pupazzi come Gentiloni). La prima: quotare i Frecciarossa in borsa, per arricchere i privati con l'Alta Velocità, un prodotto costato montagne di denaro pubblico e che per essere finanziato con i credit default swap ha indebitato lo Stato Italiano per anni. La seconda: costruire il ponte sullo stretto di Messina.
C'è quindi da credergli?

No.

Sopratutto dato che Mazzoncini non fa menzione del fatto che l'azienda Trenord necessita di due cose fondamentali: un organico adeguatamente dimensionato, e la rimozione di una dirigenza leghista sclerotica che ha perseguito solo il profitto ed è stata incapace persino di pianificare le assunzioni di personale fondamentale.

Curiosamente, Mazzoncini non fa menzione neppure dello stato degradato delle infastrutture ferroviarie della Lombardia, come se non sapesse che RFI sta eseguendo una manutenzione ridotta all'osso, e non spiega che fine abbiano fatti i sostanziosi contributi pubblici erogati dallo Stato per questo scopo (come ribadito da Delrio Graziano e Fontana Attilio).

Ancora più agghiacciante è il momento in cui Mazzoncini getta la maschera:
Al di là degli annunci, ciò che importa è la risposta di Mazzoncini a chi chiedeva se ottenere la maggioranza di Trenord (oggi divisa in parti uguali tra Fs e Regione) fosse discriminante per Fs: «La nostra priorità è investire in servizi che gestiamo».
In altre parole, Trenitalia ha permesso che Trenord andasse a rotoli per dispetto, vendetta e sete di potere. Alla faccia dell'azienda che lavora "nell'unico interesse dei cittadini". (Come avevamo già ipotizzato non molto tempo fa su questo blog).

Considerando che TRenitalia, come RFI, appartiene a Ferrovie dello Stato, di cui Mazzoncini è amministratore delegato, è ora facile capire perchè RFI ha lasciato che le infrastrutture lombarde andassero a pezzi: sempre per assecondare il piano di conquista Trenitalia.

Dov'era il ministro Delrio Graziano, mentre Trenitalia portava avanti questa politica fascista, e mentre il governo Gentiloni rinnovava con largo anticipo l'incarico di AD a Mazzoncini, fautore di questa politica che sta distruggendo le vite lavorative dei pendolari lombardi da mesi?
Delrio taceva, e fingeva di guardare altrove: fedele alla sua fede cattolica, agiva da "sepolcro imbiancato", e aspettava solo il momento di non avere più responsabilità, per andare a cercare la pagliuzza nell'occhio altrui, ignorando il "fascio" che ha nel proprio. 

E anche Fontana, come Mazzoncini, getta la maschera. E' forse il bene dei pendolari lombardi, che gli interessa?
Ma quando mai.
Lunedì scorso Fontana aveva detto che il Pirellone non rinuncerà al controllo di Trenord, l’ipotesi  più probabile sembra essere quindi un divorzio consensuale e un ritorno al 2011, anno di nascita di Trenord. In pratica il Pirellone gestirebbe alcune linee di sua proprietà con treni suoi ed Fs le altre.
Il  che permetterà alla Lega Nord di mantenere in sella i dirigenti di Trenord da essa scelti, a prescindere dalla loro clamorosa e conclamata incompetenza.





4 luglio 2018: Trenord continua a non erogare il servizio ferroviario in Lombardia. Lo sfascio prosegue da mesi, ma nessuno ne parla: dove sono i mezzi d'informazione, dai telegiornali ai quotidiani ai settimanali?

#LombardiaConcreta
Mercoledì 4 luglio 2018. Dopo due giorni di convogli vecchi che arrivavano a Milano Lambrate in orario, la corsa 10456 Cremona-Milano si presenta nuovamente con un convoglio di modello Vivalto acquistato a carissimo prezzo dalla Regione Lombardia nel 2017 (anno in cui Ferrovie dello Stato dichiara ufficialmente obsoleto tale modello, e annuncia l'arrivo dei nuovi modelli Jazz e Rock).
Immancabilmente, il 10456 col convoglio nuovissimo accumula un ritardo di 7 minuti alla stazione di Milano Lambrate, con conseguente perdita della "coincidenza" delle 7:49 per Milano Centrale.

 
Immancabilmente, il successivo treno per Milano Centrale, cioè il 2090 da Brescia delle 7:53, è in ritardo di 6 minuti.

Ed è a questo punto che la disorganizzazione, la malagestione e la confusione delle ferrovie della Lombardia e dell'Italia raggiungono l'apice.


I pendolari in attesa a Milano Lambrate salgono infatti sul treno 2290 Bologna-MilanoCentrale delle 7:54 (a cura di Trenitalia), dato che è in perfetto orario.

Ma, pochi secondi dopo essere partito, il treno 2290 si ferma e viene "messo in buca", accumulando 10 minuti di ritardo, per dare la precedenza ad altri treni, tra cui lo stesso 2090 da Brescia.

Bisogna riconoscere una certa capacità da parte di RFI, che riesce a indirizzare i pendolari su un treno in orario che poi verrà costretto a subire un ritardo per problemi di circolazione, invece che su un treno in ritardo a cui verrà data la precedenza. Complimenti per la professionalità!

Il treno 2290 è di Trenitalia, e quindi è un vecchio modello con carrozze a un piano, con l'impianto dell'aria condizionata fermo, i finestrini bloccati, e una temperatura interna elevata che aumenta durante la sosta sotto il sole.
L'azienda che fornisce questo servizio è Trenitalia, cioè la stessa che secondo Fontana Attilio deve fornire un piano industriale per rilanciare la catastrofica Trenord, sprofondata da mesi in un abisso di malagestione e disorganizzazione.
Il "biglietto di presentazione" di Trenitalia è agghiacciante, e la cosa più grave è che viene esposto da anni. E' cinismo, quello con cui Fontana Attilio tenta di scaricare la scombinata Trenord (un prodotto della gestione della Lega Nord, che ne nomina i dirigenti) sulla scombinata Trenitalia, per poi restare a guardare l'ulteriore e inevitabile peggioramento, e attendere che i pendolari lo supplichino di riprender la gestione dei treni lombardi?

Sempre sulla linea Verona-Brescia-Milano, ecco altri disservizi (un termine notoriamente eufemistico).

Il treno 10908 è in ritardo di 14 minuti per ritardo di altri treni.

Il treno 2057 è in ritardo di 13 minuti per motivo non specificato.

Ma è con il treno 10910 che Trenord raggiunge una nuova frontiera del disservizio programmato: il treno viene infatti cancellato il giorno prima (cioè alle ore 22 del 3 luglio: con più di 9 ore di anticipo).

Sulle linee suburbane di Treviglio, Trenord e RFI continuano a non erogare il servizio e a non svolgere la manutenzione necessaria. Singolare, in questa situazione di sfacelo di un servizio pubblico che ingoia denaro pubblico senza sosta,  è il sistematico silenzio dei mezzi d'informazione: dove sono testate come Repubblica e l'Espresso, o il Tg Regione, o il TG3, che pure hanno dedicato una quantità di ore e pagine, per mesi e mesi, alla spazzatura di Roma e alle buche nelle strade di Roma e agli autobus di Roma?
Possibile che i treni della Lombardia, che vanno a rotoli da mesi dopo anni di crescente disservizio (mirabilmente esasperato nel periodo di Expo 2015) non siano degni di un titolo a livello nazionale, specialmente se si considera che la situazione si ripete ogni giorno, senza traccia di miglioramento, ormai da mesi, e il presidente della giunta della Regione Lombardia si dimostra ogni giorno impotente nel porre rimedio a una situazione che è opera di dirigenti che sono stati selezionati dalla sua stessa Lega Nord?

Il treno 23015 ha 20 minuti di ritardo per guasto al sistema di chiusura delle porte.
Il treno 10622 delle 8:55 è cancellato fino a Milano Certosa per guasto al treno. La comunicazione viene data alle ore 7:02, con più di un'ora di anticipo.
Il treno 10611 è cancellato. Senza spiegazione.
Il treno 23015 delle 8:10 è cancellato alla stazione di Milano Certosa. Senza spiegazione. La comunicazione è data alle 6:43.


 Il treno 10458 Cremona-Treviglio è cancellato.





Si appura in seguito che i disservizi sulla linera suburbana da Varese, almeno per oggi, sono di responsabilità di RFI:


Un guasto elettrico sulla linea ferroviaria Varese–Treviglio ha causato, questa mattina,  il blocco immediato del convoglio [23015] partito alle 7.13 da Varese, nel tratto tra Busto Arsizio e Legnano. Il treno è stato fermato dagli stessi passeggeri che, spaventati dalle scintille e dal fumo, hanno tirato il freno di emergenza bloccando così il convoglio sui binari. Non sono mancate scene di panico e i viaggiatori hanno dovuto raggiungere la stazione di Legnano a piedi, lungo la linea dei binari. Il blocco ha determinato ritardi di circa 90 minuti, con variazioni e cancellazioni che hanno coinvolto le linee Domodossola-Gallarate-Milano, Porto Ceresio-Varese-Gallarate-Milano e Treviglio-Milano-Varese.
Ma Trenord non è mai fuori dai giochi: il citato treno 23015 delle 7:13 da Varese è partito con un ritardo a causa di un guasto alle porte.





martedì 3 luglio 2018

2 e 3 luglio 2018: treni cancellati, treni guasti, treni in ritardo. #LombardiaConcreta sempre più concreta

Lunedì 2 luglio 2018: il mese inizia con l'ennesima dimostrazione dello sfacelo in cui la malagestione delle aziende pubbliche Trenord e FNM sta sprofondando il trasporto ferroviario della regione Lombardia, con una pletora di treni guasti, ritardi e cancellazioni. E stiamo parlando di una fascia oraria limitata e delle sole linee ferroviarie da Bergamo, Verona, Brescia e Treviglio.
Da notare l'inquietante coincidenza dei numerosi ritardi da 19 minuti, nonchè la grottesca situazione che viene a crearsi a Treviglio, dove alle 7:25, in sequenza, il treno 10906 risulta cancellato, e il successivo 2090 risulta in ritardo di 11 minuti, e il successivo 10458 risulta in ritardo di 19 minuti. E chiunque voglia recarsi a Milano, per lavoro o studio, può scordarsi di arrivare in orario: è la #LombardiaConcreta in concreto.

Treno 2060 Verona-Milano: cancellato. Senza spiegazione.
Treno 2055 Milano-Verona: cancellato per guasto al treno.




Treno 2090 Brescia-Milano: ritardo di 11 minuti. Senza spiegazione.










#LombardiaConcreta
Treno 2606 Bergamo-Milano: cancellato a Milano Lambrate. Senza spiegazione (sul sito).






Treno 10453 Treviglio-Cremona: 19 minuti di ritardo per guasto al treno.

Treno 10462 Cremona-Treviglio: 17 minuti di ritardo per incrocio con un altro treno.

Treno 10458 Cremona-Milano: 19 minuti di ritardo per guasto al treno.


Treno 23004 Treviglio-Varese: 19 minuti di ritardo per guasto al treno.




 Treno 10906 Brescia-Milano: cancellato. Senza spiegazione.




 Alle ore 9:05, Trenord comunica che il treno 23044 Treviglio-Varese dell 13:40 sarà cancellato alla stazione di Milano Porta Garibaldi, per un intervento di manutenzione straordinaria.




Siamo arrivati al punto in cui Trenord pianifica i guasti ai treni in servizio con più di quattro ore di anticipo.
O, in alternativa, si può osservare che Trenord mette in pista un convoglio pur sapendo che esso è guasto: visti i numerosi precedenti di convogli messi in pista pur essendo in condizioni inadeguate, e poi bloccatisi lontano da ogni stazione, con i prigionieri rimasti a bordo per ore, ai pendolari non resta che rivolgersi alla scaramanzia, dato che non c'è nessun altro a garantirli (a partire dalle istituzioni della Lombardia che grazie alla Lega Nord hanno portato a questo clamoroso fiasco quotidiano, come Fontana Attilio ben sa).

Martedì 3 luglio 2018, il pendolare che deve raggiungere Milano a metà mattinata scopre che la rete di collegamenti garantiti tra Treviglio e Milano è sempre stata solo propaganda.

Il treno 2060 Verona-MilanoCentrale delle 10:05 è cancellato. Senza spiegazione.
La sola alternativa è il treno suburbano 23024 delle 10:10 che ferma a Milano Repubblica, e che impiega 48 minuti più 4 minuti di ritardo. Alla faccia dei collegamenti moderni che, secondo la propaganda del raddoppio delle linee ferroviare e della modernizzazione dei mezzi in Lombardia,  dovrebbero essere più veloci e più frequenti.


Non va meglio a chi viaggia sulla linea Treviglio-Bergamo, dove le corse che sopperiscono alla fermata soppressa a Treviglio Ovest dei treni Bergamo-Milano sono abitualmente cancellate o in ritardo spaventoso.
E' il caso del 24766, che viaggia con 23 minuti di ritardo.




A metà giornata, sulla linea Verona-Milano, TRenord/FNM e RFI continuano a non erogare il servizio, mentre il presidente della giunta regionale della Lombardia recita tristemente la parte della vittima che si indigna ma non riesce a farsi ascoltare.
Il treno 2069 Milano-Verona è guasto, e viaggia con 23 minuti di ritardo.
Il treno 2068 Verona-Milano viaggia con 34 minuti di ritardo per guasto agli impianti di circolazione (il testo non precisa se si tratta di impianti in carico a RFI).




Il treno 2068 Verona-Milano raggiunge i 68 minuti di ritardo per guasto agli impianti di circolazione (il testo precisa che si tratta di impianti in carico a RFI).

Il treno 2073 Milano-Verona parte con 20 minuti di ritardo per guasto agli impianti di circolazione.

Il treno 2074 Verona-Milano parte con 15 minuti di ritardo per guasto agli impianti di circolazione.

Ovviamente che gli impianti ferroviari della Lombardia continuino a guastarsi con frequenza quasi quotidiana non interessa minimamente, da anni, ai funzionari del Ministero dell'Economia, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Gruppo Ferrovie dello Stato.
Il massimo sforzo visto di recente è stato quello dell'ex ministro Delrio Graziano, che si chiedeva con un ritardo spaventoso dove fossero finiti i finanziamenti pubblici erogati a RFI: se non era nelle facoltà di un ministro, saperlo, chi mai avrebbe potuto? Subito dopo, Delrio è tornato a occuparsi delle politiche di ministeri altrui, e s'è dimenticato della faccenda.

L'alternativa per raggiungere Treviglio non esiste. Le linee suburbane offrono solo treni guasti, cancellati o in ritardo per questioni dipendenti da Trenord.
23055: treno guasto, 21 minuti di ritardo.
10646: treno cancellato a Milano Certosa.
10657: treno cancellato fino a Milano Certosa.
23052: treno cancellato fino a Milano Certosa.
 



E ancora: 23057 Varese-Treviglio, ritardo di 11 minuti, senza spiegazioni.






venerdì 29 giugno 2018

Il vestito comunica l'azienda, secondo Farisè Cinzia di Trenord. E come la mettiamo se chi deve indossare quel vestito si accorge che fa schifo?

A fine 2017, con il servizio ferroviario della Lombardia, gestito dall'azienda pubblica Trenord, ormai prossimo a collassare, l'azienda vantava (anche al TG3) favolose collaborazioni col Politecnico di Milano per le nuove divise dei capotreno. (Vedi Nerone che suona la cetra mentre Roma brucia).


E curiosamente la civettuola Farisè Cinzia aveva annunciato la stessa cosa nel 2015. Ma vabbè, le priorità della signora Magic English sono ben rappresentate da questa sua dichiarazione:

«il nostro vestito comunica l'azienda, perchè un viaggio su Trenord non è un viaggio ma una customer experience».

Il servizio ferroviario, come si vede ormai da mesi e mesi, Trenord non l'ha mai saputo erogare, e ha sempre e solo fatto finta. Il personale non lo sa programmare e infatti si è scoperta sotto organico di colpo e ha cominciato a programmare non le corse, ma la cancellazione delle corse. I treni non li sa manutenere. L'ANSF ha rilevato violazioni di una gravità inaudite nel corso di mesi e mesi .

E adesso si scopre che non solo la dirigenza di Trenord ha pensato agli affari propri, invece che alla cittadinanza e al servizio pubblico da erogare, ma ha anche fatto schifo nel gestirsi i suddetti affari propri.
E infatti, le nuove divise, frutto di tanta concertazione ed energie e tempo e risorse, risultano addirittura pericolose per i macchinisti, e di conseguenza anche per i passeggeri.
Macchinista critica le divise: sospeso 4 giorni
Una divisa giudicata inadatta. L'email di protesta ai dirigenti. La risposta: sospensione dal lavoro e paga ridotta. E' quanto successo a un macchinista di Trenord. Sotto accusa i pantaloni dei ferrovieri. Secondo i rappresentati dei lavoratori per la sicurezza, le tasche si impigliano facilmente in leve e strumenti all'interno delle cabine, con rischio di infortuni. Uno dei dipendenti ha così deciso di inviare un'email ai vertici, accusandoli di "incompetenza" e "spreco del denaro pubblico". Risultato: sanzione disciplinare con quattro giorni di sospensione dal servizio e dalla retribuzione.










Impossibile non chiedersi: ma le energie, le sinergie, gli sforzi, il tempo, le risorse e il denaro profusi nel produrre queste inutili divise, non sarebbero stati meglio spesi per la programmazione di assunzione di personale in quantità adeguata e la manutenzione accurata del parco treni della Lombardia?
A fine 2017, un rapporto ANSF denunciava queste carenze: la dirigenza di Trenord, Farisè inclusa, cosa faceva, intanto? Pensava alla moda e ai modelli e alle stoffe e ai disegni accattivanti?
E mentre Trenord si perdeva in frivolezze e capi d'abbigliamento, l'assessore Sorte Alessandro  cosa faceva? Dormiva anche questa volta?

Da notare che il dipendente che protesta viene subito punito con brutalità, perchè la dirigenza di Trenord si sente insultata.
Invece, quando l'azienda Trenord interrompe sistematicamente ogni giorno il servizio ferroviario, danneggiando materialmente (e anche moralmente) centinaia di migliaia di lavoratori pendolari, ecco che la dirigenza Trenord resta al proprio posto, lautamente e saldamente retribuita. Una dirigenza scelta dai capi della Lega Nord, che infatti si guardano bene dall'intervenire su questo argomento coi toni aggressivi e brutali che sono tipici della loro perenne campagna elettorale. Non è forse vero, Fontana Attilio?

Il macchinista è anche uno dei dipendenti di Trenord che sono stati insultato a loro volta dalla dirigenza di Trenord, la quale di recente ha indetto una caccia alle streghe per incolpare il personale "assenteista" dello sfacelo del servizio ferroviario in Lombardia, e nascondere così le proprie gravissime responsabilità: anche in questo caso, però, nonostante la scandalosamente ovvia pretestuosità delle "accuse", la dirigenza di Trenord è rimasta impunita. Un destino ben diverso da quello del dipendente, che con la sua vigorosa (e argomentata) protesta ha solo esposto i fatti e dato voce allo sdegno di un cittadino e di un lavoratore che ogni giorno subisce i soprusi di una classe dirigente sempre più incapace e sempre più avida.

Ma forse questo è populismo, come ha detto anche la giunta della Lega Nord in Regione Lombardia quando è stato proposto di sopprimere la "prima classe" dal servizio ferroviario pubblico gestito da Trenord.




28-29 giugno 2018: Trenord può finalmente usare le microtelecamere per garantire la sicurezza del personale (esattamente come?). Nel frattempo i treni continuano a sfasciarsi. Le telecamere riprenderanno anche i guasti?

L'annuncio era arrivato lo scorso settembre, nell'ambito del piano sicurezza di Trenord.
Da settembre, dunque, via libera alle "body-cam": microcamere in dotazione al personale di Trenord, a partire dai capitreno. La sperimentazione inizierà a settembre, solo su alcune tratte.
Obiettivo: contrastare gli episodi di violenza e microcriminalità sui treni regionali, e ridurre gli illeciti a cui i pendolari di Trenord sono purtroppo abituati. I dispositivi verranno attivati solo in situazioni di tensione, per lanciare l'allarme.
Inspiegabilmente, nel settembre 2017, mentre già si preparava il collasso di un'azienda sotto organico, che utilizzava treni oltre la soglia di usura e che non era in grado di eseguire una manutenzione dignitosa al parco treni in dotazione,  la dirigenza di Trenord e la politica lombarda si dimostravano capaci di trovare risorse, mezzi e tempo per occuparsi di un'altra delle carenze di Trenord e del trasporto pubblico lombardo. Con che criterio si abbia privilegiato un aspetto critico e si si abbiano ignoratati tutti gli altri, non è dato sapere.
Quanto possa essere utile una microtelecamera al personale di Trenord, vittima di aggressioni di brutalità e e ferocia sconcertanti, è ancora da capire.
E chissà se i dispositivi saranno attivati anche nei momenti di tensione che seguono alle cancellazioni di massa dei treni di Trenord, ai guasti dei treni di Trenord, ai fermi del servizio ferroviario di di Trenord, ai treni bloccati a metà tra due stazioni per ore senza che vengano fornite informazioni in merito o supporto ai passeggeri.




28 giugno 2018.

Treno 2055 Verona-Milano: 26 minuti di ritardo.







Treno 10456 Cremona-Milano: in orario.
Il treno arriva alle 7:41 alla stazione di Milano Lambrate, impiegandoci 18 minuti di Treviglio.
L'evento è eccezionale, e si verifica una volta ogni sei o sette mesi.
Immancabilmente, accade quando il convoglio non è un favoloso Vivalto pagato a caro prezzo nonostante i suoi problemi cronici, ma un vecchio catorcio con tecnologia obsoleta, carrozze a due piani con aria condizionata sbilanciata, finestrini a chiusura ermetica che però restano spalancati, sedili luridi.



Peccato che il 2604 Bergamo-Milano Centrale arrivi a Milano Lambrate con 9 minuti di ritardo, vanificando la puntualità del 10456. Il passeggero deve ripiegare sul ritardo di 4 minuti del 2272 delle 7:39, per provare l'ebbrezza di arrivare in orario a Milano Centrale.






Venerdì 29 giugno 2018.
A metà giornata, e quindi non nelle fasce critiche dei lavoratori.

#LombardiaConcreta
Treno 10916 Brescia-SestoSGiovanni: ritardo di 24 minuti per variazione di turno del personale di bordo.

Treno 2068 Verona-Milano: ritardo di 42 minuti per guasto al treno.

Treno 10918, Brescia-SestoSGiovanni: cancellato. Senza spiegazione.

Treno 10915, SestoSGiovanni-Brescia: cancellato. Senza spiegazione.

Treno 2069 MilanoCentrale-VeronaPortaNuova. La partenza subirà un ritardo di 5 minuti, come annunciato da RFI . Ma la partenza si spinge a 10 minuti di ritardo. RFI rettifica con un altro annuncio. La partenza giunge a 15 minuti di ritardo. Non si sa se RFI rettifica. Il capotreno non comunica nulla.
Il treno parte in ritardo per "prolungamento dei tempi di preparazione in sede di deposito": come tutti i passeggeri possono vedere, il treno è un vecchio catorcio con malridotte carrozze a due piani, bisognose di una ristrutturazione, con finestrini sigillati e aria condizionata al minimo in almeno tre carrozze.
Ma il problema è una porta di una carrozza, il cui sistema di chiusura è guasto: la porta è stata chiusa con legacci neri elastici, che legano la maniglia a uno dei pali verticali di sostegno per i passeggeri in salita. Per segnalare il pericolo, la porta è stata impacchettata con nastro di delimitazione standard a strisce bianche e rosse. L'impressione è che chiunque abbia un coltellino e un istinto da vandalo (tipologia di passeggero a cui ovviamente Trenord non è nuova) potrebbe recidere facilmente ogni cosa, e spalancare la porta in corsa.
Il resto del viaggio, con un ritardo di 25 minuti, è il solito incubo infernale: carrozze calde, finestrini sigillati, passeggeri che urlano i fatti propri al telefono, famiglie con bambini molto piccoli che strillano per la fame o i bisogno corporali, bagagli colossali che non trovano spazio nelle "cappelliere" o tra i sedili, cani al seguito, maleducazione e fetori personali nauseabondi.

Ma l'azienda Trenord non ha tempo per queste banalità: i suoi dirigenti devono pensare a essere competitivi sul mercato. Quello che non li compete.
Come diceva Farisè Cinzia, amministratrice delegata di Trenord, nell'ottobre 2017 (dimostrando grande consapevolezza del vero stato in cui versa l'azienda che amministra), l'obiettivo di Trenord non è quello di erogare un servizio ferroviario pubblico dignitoso, ma di vendere vendere vendere, come se fosse un bazar:
Corsi di inglese con sconti per gli abbonati al treno, e da seguire, perché no, anche durante il viaggio. Promozioni per la spesa online con consegna a domicilio, magari da prenotare tra una fermata e l'altra del regionale e da ritirare una volta arrivati a casa.
Sulla linea Bergamo-Milano, il treno 2624 viaggia con 13 minuti di ritardo per guasto al sistema di chiusura delle porte.

Complimenti a FNM e alla Lega Nord della giunta regionale della Lombardia che hanno pianificato manutenzione e rinnovo del parco treni della regione Lombnrdia con tempismo eccellente.





mercoledì 27 giugno 2018

25-26-27 giugno: le ferrovie lombarde raccolgono i frutti di della pessima gestione politica, ma Fontana incolpa RFI e l'ex assessore Sorte incolpa la giunta Fontana

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, torna a parlare del servizio ferroviario regionale, chiedendo ad RFI «come e quando intenda usare 10 miliardi di euro che ha ricevuto per interventi infrastrutturali sul territorio lombardo».
«Siamo consapevoli - ha spiegato - che la rete necessiti di un ammodernamento. Sconta infatti, da diversi anni, mancati interventi. Chiediamo dunque a RFI e Trenitalia, per quelle che sono le reciproche e rispettive competenze, di collaborare a migliorare la rete e ad acquistare treni. Noi lo stiamo già facendo da tempo, aldilà delle quote societarie».
«Dobbiamo mettere sul tavolo le diverse tessere - ha concluso - che compongono il puzzle di un servizio così complesso: il costante aumento dei passeggeri, l’età dei treni delle due società (Trenord e Trenitalia) e le risorse che servono per garantire un servizio degno di tale nome».
E, come sempre, Fontana omette deliberatamente di parlare dei problemi specifici di Trenord, di FNM e della loro dirigenza, nominata dalla Lega Nord: "la carenza del personale dovuta ad una errata programmazione" e "la manutenzione deficitaria data da una inadeguata strategia operativa", occultate con "un ricorso spasmodico allo straordinario".

Curiosamente, A Fontana sfugge anche la sistematica negazione che la dirigenza di Trenord porta avanti nell'ambito dell'aumento dei passeggeri: nonostante certe corse ferroviarie lombarde siano sistematicamente (e documentatamente) sovrasature, la capienza dei treni erogati si mantiene inadeguata, e non solo la dirigenza di Trenord ha ignorato sistematicamente le segnalazioni dei pendolari in merito, ma ha anche avuto la spudoratezza di ripristinare la prima classe, riducendo ulteriormente lo spazio per i pendolari "comuni" che già ora faticano (o non riescono) a salire su quei convogli.


Lunedì 25 giugno 2018, la farsa della #LombardiaConcreta prosegue.

Treno 2608 Bergamo-Milano: ritardo di 13 minuti per ritardo del tremo corrispondente, rallentato da un guasto alle porte.



Treno 25024 Milano-Como: ritardo di 24 minuti per guasto agli impianti di circolazione tra Albate di Camerlata e Cantù, di competenza di RFI.
Treno 25229 Rho-Chiasso delle 8:43: cancellato fino a Milano Porta Garibaldi. Senza spiegazione. Alle 7:40, cioè con due ore di anticipo.
Treno 25235 Chiasso-Rho delle 9:38: cancellato a Milano Porta Garibaldi. Alle ore 7:30, cioè con due ore di anticipo. Senza spiegazione.

 
Treno 25241 Rho-Chiasso delle 11:43: cancellato a Milano Porta Garibaldi. Senza spiegazione. Alle 8:45, cioè con quasi due ore di anticipo.
Treno 25028 Milano-Como: cancellato per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.
Treno 25231 Chiasso-Rho: cancellato fino a Como per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI.
Treno 25202 Milano-Chiasso: 29 minuti di ritardi per guasto agli impianti di circolazione, di competenza di RFI. E' cancellato a Como.

Treno suburbano 23008 Treviglio-Varese: cancellato per guasto al treno.
Treno suburbano 23023 Varese-Treviglio: cancellato fino a Milano Certosa per guasto al treno.
Treno suburbano 10610 Treviglio-Novara: ritardo di 14 minuti per guasto al treno.




Nella serata, ai pendolari della lineea Milano-Bergamo viene nuovamente tolto il mezzo per rientrare dal lavoro.

Treno 10813: cancellato. Senza spiegazione.
Treno 10810: cancellato. Senza spiegazione.
Treno 2628: cancellato. Senza spiegazione.



Sulla linea suburbana Treviglio-Varese, avviene la cancellazione programmata con largo anticipo. O forse dovrebbe essere chiamata "interruzione di servizio", cosa che, nel caso avvenga per via di pendolari esasperati che restano bloccati su un treno fermo per due ore senza ricevere assistenza o informazioni, comporta una denuncia alle forze dell'ordine. Ma se l'autore è Trenord, ciò non accade.

#LombardiaConcreta
Alle ore 16:50, il treno 10658 delle 20:48 viene cancellato.
Alle ore 16:50, il treno 10688 delle 22:23 viene cancellato.
Alle ore 14:10, il treno 10669 delle 18:18 viene cancellato a Milano Certosa.

Alle ore 14:02, il treno 23063 delle 16:43 viene cancellato fino a Milano Certosa per guasto al treno.

Come si spiegano questi guasti a treni che appartengono alla linea suburbana, e sono quindi convogli acquistati negli ultimi 14 anni? Sono già treni "vecchi", come sostiene Fontana, accusando Trenitalia al riguardo? Oppure c'è qualcosa di assai grave nei criteri degli acquisti, e soprattutto nell'esecuzione di una manutenzione ridotta all'osso, di cui curiosamente Fontana non parla mai?
E la domanda più importante è: a che serve comprare treni nuovi, modernissimi e tecnologicamente complessi, se li si affida ad aziende come FNM e Trenord, che dimostrano già adesso di essere incapaci di manutenere (e di formare il relativo personale) i relativamente semplici treni del parco attuale?
E perchè Fontana non considera nemmeno questo argomento, che è un fatto concreto che accade sotto gli occhi di tutti i pendolari con rimarchevole regolarità?

Martedì 26 giugno 2018,
Imancabilmente, l'azienda pubblica RFI conferma che la malagestione non è esclusiva di Trenord, e che anche nell'ambito della gestione delle infrastrutture c'è una dirigenza che persegue fini diversi da quelli di erogare un servizio pubblico funzionante, pur venendo riccamente e costantemente foraggiata da investimenti di denaro pubblico.

Già dalla mattina, sulla Verona-Milano si verificano ritardi fino a 10 minuti per l'ennesimo guasto impianti di circolazione tra Brescia e Rovato.

E' invece di Trenord l'ennesima mancata erogazione di servizio senza spiegazione sulla linea suburbana Treviglio-Varese.
Treno 23074 delle 20:10 cancellato alle 15:10. Cancellazione programmata con 5 ore di anticipo.
Treno suburbano 23049: ritardo di 18 minuti per guasto al treno.
Treno suburbano 23067 delle 17:43: cancellato a Milano Certosa, già alle 12:43, e quindi un'altra cancellazione programmata con 5 ore di anticipo.

Mercoledì 27 giugno 2018.

Treno 10923 SestoSGiovanni-Brescia delle 18:46: cancellato alle 14:21. Più di quattro ore prima.
Treno 10922 Brescia-SestoSGiovanni delle 16:44: cancellato alle 12:09. Più di quattro ore prima.




Treno 23074 Treviglio-Varese delle 20:10: cancellato alle 15:30. Più di quattro ore prima.




«Da tre mesi — butta lì — il servizio delle ferrovie è pesantemente peggiorato, e sta andando male anche dove andava bene». Tre mesi: proprio da quando l’assessore regionale alle Infrastrutture non è più lui. 
 Claudia Terzi (che ha preso il suo posto all’assessorato) e il governatore Attilio Fontana hanno duramente attaccato Trenord, cosa che lui si era sempre guardato dal fare. «Anche se i vertici — dice — erano stati nominati due settimane prima della mia nomina, quindi avevo lavorato con chi ho trovato.». 
La frase più corretta sarebbe "ho attaccato e delegittimato i Comitati dei Pendolari per difendere i dirigenti nominati dal mio blocco politico".
La locomotiva rotta giovedì aveva una trentina d’anni. «I treni sono obiettivamente vecchi. Si bloccano anche se c’è una media di 27 gradi mentre lo scorso anno quando ce n’erano 40 non succedeva. Certi disservizi sono anomali: ci sono anche problemi organizzativi».
Menzogna documentata dai guasti verificatisi nelle estati degli anni precedenti il 2018.
Ma il giornalista non lo sa.
Cosa serve per uscirne?«Noi i treni nuovi li abbiamo comprati ma serve tempo, arriveranno fra 20 mesi.».
Cioè con una mancanza di tempismo abissale. Ma Sorte lo rivendica come un merito, e il giornalista non obietta.

La spaventosa spudoratezza di Sorte Alessandro, ex assessore ai trasporti della Lombardia, non stupisce per nulla.
Durante la sua gestione, Sorte era il primo a negare l'esistenza di qualunque disservizio o malagestione del trasporto ferroviario pubblico lombardo, preferendo invece insinuare con grande bassezza che nei Comitati Pendolari si nascondessero persone dai secondi fini, interessate a diffamare l'eccellenza di Trenord per scopi politici.
Anche un idiota si accorgerebbe che lo sfacelo attuale della malagestione ferroviaria di Trenord non può essere scaturito dal nulla in pochi mesi, soprattutto dopo aver assistito a più di un anno di crescenti disservizi che indicavano con forza che dentro l'azienda stava avendo luogo qualcosa di veramente grave. Anche i sassi sanno che il servizio di Trenord è collassato dopo il disastro ferroviario di Pioltello nel gennaio 2018, che diede origine al rapporto dell'ANSF, dove si denunciarono (di nuovo) gli abusi che Trenord perpetrava da tempo (eccessivo uso di straordinari a fronte di organico inadeguato; utilizzo di materiale rotabile oltre i limiti di usura).
La sola differenza tra oggi e ieri è che ieri la dirigenza di Trenord poteva permettersi di ignorare l'ANSF, forte della protezione politica che riceveva senza acluno sforzo (vedi appunto gli interventi con cui Sorte dileggiava e minimizzava le segnalazioni dei pendolari); adesso che Trenord deve attenersi a regole che sono il minimo necessario per garantire la sicurezza dei passeggeri, la facciata di successo dipinta da Sorte crolla, rivelando la pochezza della gestione politica di quest'azienda pubblica.
Nonostante la spudoratezza con cui Sorte parla come se tutto quanto avesse avuto origine dopo il suo addio: non si capisce cosa sia più grave, se Sorte stia parlando onestamente (e quindi è sempre stato all'oscuro della verità, dimostrandosi clamorosamente inadatto al ruolo rivestito) o se invece ancora adesso stia fingendo di cascare dalle nuvole per malizia. Oppure c'è una terza alternativa?

domenica 24 giugno 2018

22 giugno 2018: Fontana Attilio si vergogna per Trenord. Intanto, però, non agisce. Come sempre.

Nell'interminabile farsa che è diventato il balletto tra la Lega Nord (senza "Nord"?) e i prodotti del suo incesto amministrativo-politico pluridecennale con Forza Italia, Partito delle Libertà e il resto degli schieramenti dedicati agli interessi personali e a quelli degli imprenditori amici, si arriva all'apica della mancanza di decenza quando si assiste alle dichiarazioni di Fontana Attilio nel servizio del TG Regione Lombardia del 22/6/2018.

La giornalista dichiara che "Il governatore Fontana torna ad attaccare Trenord", come se detta giornalista non sapesse che Trenord appartiene per il 50% a FNM, azienda completamente in mano alla Regione Lombardia, e che è sempre stata la giunta lombarda (cioè la Lega Nord) a decidere i nomi della dirigenza di dette aziende (Gibelli Andrea e Farisà Cinzia), e la conseguenza logica che se ne ricava è che "Fontana della Lega Nord attacca il lavoro della Lega Nord di Maroni Roberto".

Ma sorvoliamo sulla giornalista, che deve stare attenta a conservare il proprio posto di lavoro, come tutti quelli che ne hanno uno.

Fontana Attilio dichiara: "Mi vergogno, ma chiedo ai pendolari di avere pazienza qualche mese".
Un'affermazione singolare, da parte di chi dichiarò quanto segue, in campagna elettorale:
«Il governatore Maroni mi ha lasciato un’eredità positiva. La mia amministrazione sarà in continuità con la precedente, al contrario di quanto promette Giorgio Gori che vorrebbe cambiare tutto».
La conclusione dell'intervista è da manuale nell'usurata strategia che è tipica di Fontana Attilio: esordire con toni severi e taglienti, che lasciano intendere che egli vuole rimediare alla situazione, ma nel contempo limitarsi sempre e solo alle parole ad effetto, senza mai passare ai fatti.
Infatti, la giornalista chiede: "Ma il cambio del management di Trenord?"
E Fontana fa immediatamente retromarcia: pur essendo la dirigenza di Trenord e FNM in quota leghista, pur essendo questa struttura dirigenziale la causa principale dello sfacelo del servizio ferroviario pubblico in Lombardia, ecco che Fontana rivela la propria impotenza, e delega le decisioni ad altri, come già ha fatto con Trenitalia e RFI, dichiarando che "E' una delle valutazioni che dovrà essere sottoposta dal consiglio di amministrazione".

Per ricordare agli elettori smemorati il livello di competenza, affidabilità e onestà e consapevolezza dei loro eletti nella Regione Lombardia durante gli anni in cui Trenord e FNM si sfasciavano a velocità crescente, citiamo cosa diceva l'assessore Sorte Alessandro nel 2016:
"Un recente sondaggio di Eupolis ha confermato che il 65 per cento dei lombardi apprezza, e promuove, la nostra viabilita' (su ferro e su gomma) e i mezzi di collegamento con le altre regioni. Una notizia importante, dunque, al netto delle dichiarazioni di qualche presidente di comitato un po' politicizzato".
"Mi viene il dubbio - continua Sorte - che a qualcuno, che magari a breve troveremo candidato in qualche lista, possa dar fastidio tale risultato paragonabile quasi a quello della nostra sanita' che e' da tempo riconosciuta come una vera eccellenza".
"Faccio anche notare - conclude Sorte - che i riscontri del mondo pendolare (quello vero) non solo confermano la validita' del servizio erogato, ma esprimono anche grande apprezzamento per il piano 'sicurezza sui treni' che ci apprestiamo a varare per il prossimo anno e che gia' stiamo positivamente sperimentando su alcune tratte".
Per ricordare agli elettori la qualità, competenza, chiarezza di visione e preparazione della dirigenza selezionata da Maroni Roberto per gestire il trasporto ferroviario in Lombardia, ecco un intervento di Gibelli Andrea (FNM) del 2015:
A sei mesi dalla sua nomina a presidente del gruppo Ferrovie nord Milano (gruppo che gestisce il sistema ferroviario in Lombardia e che è partecipato al 57,57% dalla Regione), Andrea Gibelli ribalta la tradizionale visione dell’utente tipo del servizio ferroviario in Lombardia che fino ad ora si è sempre pensato essere il pendolare per motivi di studio e di lavoro.
E lo fa citando alcuni dati di un sondaggio che, dopo il suo insediamento, ha fatto realizzare da una società esterna. Da questo sondaggio è emerso che il 41% degli utenti del servizio ferroviario lombardo prende il treno 2 o 3 volte alla settimana; il 27% una sola volta. Ne deriva che il 68% sono viaggiatori saltuari. «Ciò dimostra che dobbiamo andare oltre il classico archetipo del passeggero del treno ossia operaio impiegato studente. Significa che abbiamo grossi margini di sviluppo per quanto riguarda i servizi complementari».
«Nelle nostre stazioni, frequentate da migliaia di persone, al momento ci sono solo servizi di ristorazione. Troppo poco. Devono diventare dei mini hub (termine con cui si indica un aeroporto principale, ndr) con ogni genere di servizio: dal negozio di alimentare, a quello di abbigliamento fino a servizi di mobilità sostenibile come il “car sharing” di mezzi elettrici facilitati dal fatto che il 79% dei Comuni ha una stazione nel raggio di 5 km».
Tornando alla cronaca di questi giorni, è da notare la sconcertante e grottesca schizofrenia delle varie teste dell'idra rapace e affaristica nota come Lega Nord (ma senza "Nord").
Infatti, Mentre Fontana Attilio continua omertosamente a omettere che Trenord è una creatura della Lega Nord, che Maroni Roberto ne ha scelto e protetto la dirigenza (Farisè Cinzia a Trenord, Gibelli Andrea a FNM),  che Maroni Roberto ha taciuto (o peggio ancora, manco sapeva) sulla gravissima carenza di organico di Trenord, nota fin dal gennaio 2017, ecco invece che Maroni Roberto non si fa problemi a criticare bellamente l'operato di Fontana Attilio, dandogli dell'incapace

Ah, già, era solo una trovata propagandistica per ottenere voti all'incombente referendum lombardo.
Passato il referendum, ecco risultare che lo stanziamento effettivo, fino al 2019, era di soli 100 milioni.
Ma d'altra parte, chiaramente Maroni e la sua cricca già sapevano che, con 10 nuovi treni, rispetto a quelli che si guastano ogni giorno, non si risolve nulla. Ma neanche con 100 nuovi treni, se non c'è il personale necessario (perchè TRenord non è sotto organico da 5 mesi: lo è da anni).. E ancora, è inutile comprare treni a iosa, se questi treni devono essere manutenuti Trenord e FNM, aziende già dimostratesi ampiamente incapaci di manutenere i treni di vecchio modello, e del tutto impreparate a far fronte alla complessità tecnologica dei nuovi convogli.

Il problema, alla fine, non è l'incompetenza di Maroni Roberto, Sorte Alessndro, Fontana Attilio. Il problema è chi vota Maroni Roberto, Sorte Alessndro, Fontana Attilio, dopo anni di prove concrete delle loro effettive capacità e dei loro veri interessi.

Mentre i pendolari portano pazienza, come ha chiesto loro di fare Fontana Attilio, dopo essere stati sbeffeggiati per anni dagli alleati dello stesso Fontana Attilio, il disservizio ferroviario di Trenord prosegue imperterrito anche venerdì 23 giugno 2018.

#LombardiaConcreta

Sulle linee suburbane per Treviglio, Trenord cancella 5 corse: il 23079 è cancellato; il 23074 è cancellato; il 23064 è cancellato; il 23067 è cancellato; il 10656 è cancellato.

 Senza spiegazione.








#LombardiaConcreta
E ancora: il 10651 è cancellato; il 23057 è cancellato a Busto Arsizio.

 Senza spiegazione.









Sulla linea per Bergamo.
Il 2627 è in ritardo di 13 minuti per ritardo del treno corrispondente.
Il 10807 è cancellato da Milano Porta Garibaldi a Milano Lambrate. Senza spiegazione.





Sulla linea ChiassoComo-Milano.

Il 25080 è cancellato. Il 25085 è cancellato. Il 25076 è cancellato.

Senza spiegazione.

Forse Fontana Attilio è un po' in ritardo per la vergogna, sentimento che avrebbe dovuto provare già da tempo, osservando come il suo partito della Lega Nord gestiva il feudo di Trenord e i propri amici  con un'arroganza e un protezionismo colluso che hanno dato i frutti che oggi stesso lui non sa come gestire, se non facendo equilibrismi linguistici per fingersi irato e nello stesso tempo giocare allo scaricabarile con chiunque gli venga comodo, e in sostanza mantenere le cose immutate da mesi.